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Covid19, Burioni contro tutti: “Se Tarro è un virologo da Nobel, io sono Miss Italia”

Covid19, Burioni contro tutti: “Se Tarro è un virologo da Nobel, io sono Miss Italia”

Aprile 25
07:53 2020
foto di Linkiesta

Covid19: un clima molto teso nella comunità scientifica

“Il virologo Giulio Tarro, primario emerito del Cotugno, due volte candidato al Nobel, afferma che tra un mese il coronavirus ci abbandonerà come tutti i corona influenzali”.

Il clima non è certamente rilassato per i nostri studiosi, ricercatori e medici ma una cosa è certa : a farne le spese sono i cittadini i quali continuano ad essere sempre più spaventati, confusi e che non meritano di vedere sui palinsesti televisivi, queste sceneggiate.

La scienza ha altri canali per confrontarsi e parlare, non è certamentequesto il modo più opportuno e la corretta maniera per tranquillizzare la popolazione. “In estate avremo abbastanza immunizzati e si potrà uscire”, questo il pensiero del irologo Tarro il quale
Come le abitudini africane ci insegnano, se è solo un’endemia e non un’epidemia, noi saremo abbastanza immunizzati per cui non ci sarà bisogno di stare ‘agli arresti domiciliari’”, ha risposto il virologo a espressa domanda durante il programma tv Non è l’Arena, in onda su La7.

VACCINO SI O VACCINO NO?

Arriviamo alla domanda relativa alla gestione dell’emergenza Coronavirus in Italia. Secondo il Prof.Tarro, non ha senso attendere un vaccino contro il Covid-19 perché il virus ha una variante cinese e una padana: il virologo pensa che si debba fare ricorso agli anticorpi dei soggetti guariti.

Si parla da settimane di “Plasma”, sarà reale?

Somministrando il plasma dei guariti nei pazienti affetti da Covid-19, la carica virale e i sintomi si riducono in pochi giorni. Prosegue la sperimentazione in quattro ospedali della Lombardia

Da Fondazione Veronesi ci giunge la seguente notizia:
«Al momento, non ci sono terapie efficaci per il Covid-19», hanno messo nero su bianco quattro ricercatori dell’Università del Texas in una revisione di studi pubblicata sul Journal of the American Medical Association. Alcuni dei farmaci impiegati per curare la malattia provocata dal Sars CoV-2 stanno dando risultati incoraggianti. Detto ciò, si tratta di cure sperimentali, che potranno essere eventualmente validate soltanto dopo aver registrato gli esiti degli studi clinici in corso. Tra queste, ce n’è una che sta calamitando l’attenzione degli specialisti. Prevede l’uso del plasma dei convalescenti da Covid-19 che, se infuso in persone alle prese con la malattia, determinerebbe un rapido miglioramento delle loro condizioni. Questo è quanto si evince dalle prime settimane di sperimentazione in corso in quattro ospedali della Lombardia: il Policlinico San Matteo di Pavia e i presidi Carlo Poma di Mantova, Maggiore di Lodi e Asst di Cremona.

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