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L’inefficacia degli antibiotici e la loro pericolosità

L’inefficacia degli antibiotici e la loro pericolosità

Marzo 15
06:24 2015

L’inefficacia degli antibiotici.

AGGIORNAMENTO FONTI A FINE ARTICOLO

Un antibiotico su due è inefficace: è allarme per le infezioni.
EFFETTI COLLATERALI

 

L’inefficacia degli antibiotici; un antibiotico su due non funziona.

Essere resistenti ai farmaci è un fenomeno che dilaga ed’è abbastanza preoccupante: un antibiotico su due, infatti, non funziona.

Colpiti  in particolare sono gli anziani;non a caso viene segnalato un allarmante auumento delle infezioni contratte proprio nelle case di riposo.

Si segnala un vertiginoso aumento delle infezioni contratte nelle case di riposo.  Le infezioni crescono all’aumentare dell’età: sopra i 65 anni i fattori di rischio aumentano di almeno tre volte.

  • Questo quadro è emerso nel V Congresso Internazionale sulle Malattie Infettive, promosso a Milano dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

Sono circa 400mila i pazienti della Comunità Europea che vengono colpiti da infezioni legate all’assistenza sanitaria, con una stima di 147 mila morti ogni anno. Le infezioni più frequenti sono le polmoniti, in particolare quelle legate alle comunità e agli ospedali, che percentualmente sono il 19,4% di tutte le infezioni, le post chirurgiche, che riguardano il 19,6% del numero complessivo e le infezioni urinarie (19%).

Secondo vari studi,in molti pazienti, il 48% dei farmaci impiegati risulta inefficace.

Ad essere sotto accusa sono in particolare alcuni antibiotici tra i più usati sia dai medici di famiglia sia in Ospedale.

L’Italia è, tra i paesi Ue, la nazione che ha le più alte percentuali di resistenza alla maggior parte degli antibiotici, con percentuali che vanno dal 25% a oltre il 50%. Il nostro, inoltre, è anche il Paese dove circolano più batteri resistenti a tutti gli antibiotici.


 AGGIORNAMENTO FONTI MAGGIO 2015

Antibiotici, dossier Oms su infezioni batteriche: “Italia al quinto posto”

Il documento è un’analisi dettagliata e impietosa della resistenza agli antibiotici. “Ignorare questo fenomeno – denunciano gli esperti Onu – potrebbe avere un impatto potenzialmente catastrofico”. L’indagine riguarda 133 Nazioni, tra cui il nostro

C’è uno scenario che spaventa molti medici ed epidemiologi. In un futuro non troppo lontano si potrebbe tornare a morire anche per una banale infezione batterica. Come avveniva prima cheAlexander Fleming scoprisse per caso, nel 1928, la penicillina. L’alba di una nuova “era post-antibiotica”, come la definisce l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in un report appena pubblicato, intitolato “Worldwide country situation analysis: response to the antimicrobial resistence”.

Il documento dell’Oms è un’analisi dettagliata e impietosa dellaresistenza agli antibiotici. “Ignorare questo fenomeno – denunciano gli esperti Onu – potrebbe avere un impatto potenzialmente catastrofico”. L’indagine riguarda 133 Nazioni, tra cui l’Italia. Il nostro Paese è, infatti, tra i primi cinque in Ue per la presenza di ceppi batterici comuni e aggressivi, come Escherichia Coli, Staphylococcus aureus ePseudomonas aeruginosa, e al quinto posto per il consumo di antibiotici.

Proprio l’abuso di questi farmaci, per esempio contro le infezioni virali, secondo gli esperti dell’Oms, è alla base della crescita esponenziale della resistenza, “una delle minacce più serie per lasalute pubblica globale del nostro tempo”, si legge nel rapporto.Definita addirittura un “Armageddon” dagli studiosi della Società europea di Microbiologia clinica e malattie infettive (Escmid), che nelle scorse settimane hanno disegnato un vero e proprio scenario di guerra per l’Europa.

Entro il 2025 nel Vecchio continente potrebbero, infatti, esserci oltre un milione di decessi, una cifra che rischia di salire a 10 milioni l’anno nel 2050, con un costo per l’Ue di circa 1,5 miliardi di euro.
L’Oms non si limita, però, a lanciare l’allarme ma, per invertire questo pericoloso trend, propone anche alcune precise linee d’intervento. A partire da una maggiore prevenzione, una migliore razionalizzazione dell’uso di antibiotici, e soprattutto più investimenti. Come negli Usa, dove il presidente Barack Obama ha annunciato a gennaio lo stanziamento di più di un miliardo di dollari di fondi federali per la ricerca.

L’obiettivo è isolare nuove molecole con attività antibiotica. Se i batteri, infatti, negli ultimi decenni hanno perfezionato sempre di più i loro meccanismi di difesa, altrettanto non si può dire della nostre contromisure. Sono anni ormai che non si scoprono nuovi antibiotici, un settore in cui da tempo la ricerca è ferma al palo. “Tutti i tipi di batteri stanno diventando resistenti alle medicine – sottolinea Keiji Fukuda, Assistant Director General for Health Security dell’Oms -. Il fenomeno riguarda tutte le regioni del mondo, ed è per questo necessario – conclude l’esperto – che ciascun Paese faccia la propria parte per fronteggiare questa minaccia globale”.

REPORT DELL’OMS AL SEGUENTE INDIRIZZO

AGGIORNAMENTO FONTI AGOSTO 2015

Fonte riportata direttamente da “Lo sportello dei diritti”

Gli antibiotici aumentano il rischio di diabete: Studio Shock rivelerebbe i rischi per quelli che ne prendono troppo.

28/08/2015

ulivi

Coloro che assumono troppi antibiotici possono essere a rischio di sviluppare il diabete Uno scioccante nuovo studio rivelerebbe che esiste un chiaro legame tra la malattia e il numero di volte che ad un paziente è stato prescritto questo tipo di farmaci.

A quelli che avrebbero ricevuto cinque o più prescrizioni per un periodo fino a 15 anni avrebbero fino al 53 % più probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 rispetto a quelli che hanno assunto antibiotici solo una volta o mai. Ricercatori danesi hanno monitorato i dati provenienti da 170.404 pazienti con diabete di tipo 2 e 1,3 milioni che non hanno avuti la malattia.Hanno trovato che il rischio di ammalarsi di diabete era più alta in quelli dato antibiotici che sono efficaci contro una gamma ristretta di batteri. L’autore dello studio, il dottor Kristian Mikkelsen ha spiegato: “Nella nostra ricerca abbiamo trovato persone che hanno il diabete di tipo 2 che avevano assunto significativamente più antibiotici fino a 15 anni prima della diagnosi rispetto ai sani.”

Il dottor Mikkelsen, dell’ospedale di Gentofte a Hellerup, Danimarca, ha detto tuttavia che maggiori studi sono necessari perché i risultati non hanno dimostrato che i farmaci innescano diabete.

Gli antibiotici, costituiscono la principale modalità di trattamento delle infezioni da più di 60 anni, tra l’altro possono alterare la flora batterica che vive nell’intestino. Secondo alcune ricerche una vera e propria “epidemia” di diabete colpirà 8 milioni di britannici tanto da paralizzare il sistema sanitario del Regno Unito. Secondo alcuni ricercatori taluni virus possono contribuire ad alterare le capacità nei soggetti diabetici di metabolizzare lo zucchero. Ma una spiegazione alternativa potrebbe essere che le persone con diabete non diagnosticato possono essere più soggette ad infezione e pertanto utilizzare più antibiotici.

L’influenza di altri fattori di rischio chiave non potrebbe essere eliminata e potrebbe essere che l’obesità e il diabete di tipo 2 siano causa di un maggiore uso di antibiotici, perché si ritiene che entrambi aumentino il rischio di infezione. Il dottor Richard Elliott, ricercatore responsabile delle comunicazioni presso il Diabetes UK, ha detto: “anche se noi non possiamo dedurre la causalità da questo studio, i risultati sollevano la possibilità che gli antibiotici potrebbero aumentare il rischio di diabete di tipo 2. “Il diabete è una delle più grandi sfide del moderno sistema di assistenza sanitaria, con un’incidenza crescente a livello globale. “Le indagini successive sull’effetto a lungo termine dell’uso di antibiotici potrebbe rivelare risposte preziose su come affrontare questa crisi di salute pubblica. Modelli nell’uso degli antibiotici possono offrire un’opportunità per prevenire lo sviluppo della malattia o per diagnosticarlo presto.”

Il Diabete di tipo 2 è la forma più comune della patologia e che riguarda il 90-95 % di tutti i casi. Basti pensare che nella sola Gran Bretagna la vita di 4 milioni di persone è ora segnata dalla malattia e l’epidemia sta costando al sistema sanitario di quel paese 10 miliardi di sterline all’anno. Il nuovo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & metabolism, ha scoperto che le persone con diabete di tipo 2 hanno ricevuto 0,8 prescrizioni di antibiotici all’anno in media. In confronto, i non- diabetici ne hanno ricevute 0,5 prescrizioni all’anno. Al di là della necessità di altri studi a lungo termine, questi dati per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, evidenziano l’ulteriore conferma dei rischi derivanti dall’abuso di antibiotici.

Fonte

  • http://www.sportellodeidiritti.org/notizie/dettagli.php?id_elemento=4396

Antimicrobici. Le nuove linee guida del Nice. Ancora troppe prescrizioni inutili di antibiotici

ASTRATTO

Le nuove linee guida del NICE riguardano l’uso efficace degli antimicrobici (inclusi gli antibiotici) nei bambini, nei giovani e negli adulti. Ancora oggi 9 medici su 10 affermano di subire pressioni per la prescrizione degli antibiotici, e il 97% dei pazienti che chiedono antibiotici ricevono la prescrizione richiesta

  • http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=30792

CORRELATI

Aggiornamento Fonti

15 settembre 2015

Articolo riportato da ordinemedicilatina

Il caso in Uk: commissione chiede conto per 18 scatole di antibiotici in un anno (da DocorNews33 del 15 settembre 2015)

Antibiotici da prescrivere con giudizio nel Regno Unito, ma non perché i soldi del servizio sanitario sono contati. Marco Nardelli “general practitioner” di origine italiana, trapiantato a Londra in un ambulatorio di Medicina di Famiglia da due anni, in un post su un blog scrive: «Storie di appropriatezza in UK.

Settimana prossima mi vedo con la “commissione antibiotici”, proprio io che ne do pochi di mio. Mi chiedono come mai ho prescritto diciotto scatole di Augmentin in un anno (il mio ambulatorio è di 5500 pazienti) quando potevo dare amoxicillina senza clavulanato». In Italia dunque stiamo ancora bene, visto che nessuno fa le pulci sulla differenza di prezzo, che equivale a circa 2 euro a confezione? «Non è una questione economica ma di mera appropriatezza -precisa Nardelli – alle autorità britanniche è molto presente il problema delle resistenze agli antibiotici destinate a svilupparsi quanto più utilizzeremo questi medicinali e impiegheremo molecole a largo raggio.

In Uk l’augmentin è utilizzato solo in situazioni complesse. Per le infezioni delle vie respiratorie in prima battuta c’è l’amoxicillina o la doxiciclina. Per le tonsilliti si va su altri antibiotici e nel bambino non si bada a spese poiché si prescrive la fenoximetilpenicillina sciroppo (una scatola è 21 sterline)».

In realtà l’indicazione funziona sotto il profilo clinico. «Gli stessi pazienti italiani a Londra da me trattati con le linee guida Uk, ma provenienti dal contesto italiano dove si usa augmentin e non amoxicillina, guariscono, non tornano in studio per nuovi trattamenti».

E si risparmia: non soldi ma la “verginità” del sistema immunitario.

«Le commissioni per l’appropriatezza, formate da esperti e general practitioners, non hanno intento punitivo e matrice amministrativa, ma sono di “audit”, formative», spiega Nardelli. «I clinical commissioning group, equivalenti delle nostre Asl sotto il profilo dell’acquisto di prestazioni, vogliono sapere se facciamo medicina difensiva, che cosa prescriviamo e come. L’obiettivo fissato dai National Institute for Health and Care Excellence (Nice) è ridurre la prescrizione di antibiotici che se usati male al momento di essere riutilizzati contro la loro vera patologia “target” non riescono più a fronteggiarla perché il ceppo batterico ha sviluppato resistenza». «Naturalmente il governo conservatore è sempre più attento ai costi», dice Francesco Carelli membro del Royal College of General Practitioners.

«Adesso si risparmia dove ci “sarebbe” l’evidenza di maggior spesa, non importa se in termini di sterline o di centesimi, e i medici possono poco, malgrado la categoria sia unita come non è in Italia. Beninteso, da noi stanno per arrivare linee guida sull’appropriatezza degli esami che non si limitano solo a Tac e Rmn ma non consentiranno di fruire a malati “rari” (esempio, sarcoidosi e patologie reumatologiche) di diagnosi differenziali con importanti markers tumorali».

Nardelli conferma che c’è una stretta in Uk, ma sottolinea che sul territorio il risparmio si traduce più che altro nei minori stanziamenti del National Health Service per il budget degli ambulatori di Medicina Generale. «Qui l’ambulatorio di Medicina Generale, risolve tutto; fa prelievi, dà risposte a qualsiasi bisogno. La sicurezza dei pazienti è garantita da una forte informatizzazione dei dati clinici. Ogni esame del sangue, test o consulto specialistico arriva telematicamente dalle strutture eroganti alla cartella clinica elettronica del Medico di Medicina Generale e non viene mai perso evitando costose inutili ripetizioni di esami già fatti».

  • http://www.ordinemedicilatina.it/il-caso-in-uk-commissione-chiede-conto-per-18-scatole-di-antibiotici-in-un-anno-da-docornews33-del-15-settembre-2015/

ALLEGATI

  • Antibiotici  prescritti con troppa facilità.Ogni anno ne sono venduti milioni,senza conoscerne gli  effetti dannosi. 25 Giugno 2014 Nel maggio 2014 , tramite lettera al Senato degli Stati Uniti , il dottor Jay S. Cohen ha parlato dei fluorochinoloni “Nei miei 40 anni di farmacovigilanza, ho notato che  i FQ (fluorochinoloni) superano Vioxx e talidomide per i danni causati.”..
  • http://www.vacciniinforma.com/?p=983

  1. Farmacologia Molecolare, ” Delayed Cytotocicity e la scissione del DNA mitocondriale in Ciprofloxacina trattati cellule di mammifero “
  2. Medicina Fisica e Riabilitazione (PM & R) ” Complicazioni del sistema muscoloscheletrico dei fluorochinoloni: Linee guida e precauzioni per l’uso nella popolazione atletica “
  3. Meccanismi in Medicina, video, ” I fluorochinoloni: meccanismi di azione e resistenza “
  4. PNAS, ” Origine dei mitocondri in relazione alla storia evolutiva dei eucariotica alanil-tRNA sintetasi “
  5. PNAS, Biochimica, ” Quinolone legame al DNA mediata da ioni magnesio “
  6. Turkish Journal of ematologia, ” Ciprofloxacina:? un nuovo agente terapeutico per il sovraccarico di ferro “
  7. Science Translational Medicine “, antibiotici battericide Indurre mitocondriale erettile e danno ossidativo nelle cellule di mammifero “
  8. Giornale dei Giovani Farmacisti, ” stress ossidativo indotto dai fluorochinoloni in trattamento per Complicated infezioni del tratto urinario in pazienti indiani “
  9. Chimica e Biologia, ” Trovofloxacin, un fluorochinolone antibiotico con Hepototoxic potenziale, cause mitocondriale Peroxinitrate stress in un modello murino di Sottostante disfunzione mitocondriale “
  10. Molecular Neurobiology, ” Il sistema Glutatione: un nuovo farmaco Target in disturbi Neuroimmune . “
  11. Nepal Medical College Journal, ” gli effetti genotossici e citotossici del farmaco antibatterico, ciprofloxacina, sui linfociti umani in vitro “
  12. Current Medicinal Chemistry, ” Recenti progressi nella scoperta e nello sviluppo di chinoloni e Analoghi come agenti antitumorali “
  13. Molecolari interventi, ” Meccanismi di patogenesi in Drug epatotossicità Mettere lo stress sui mitocondri “
  14. Free Radical Biology e Medicina ” ossidativo Ipotesi stress nella malattia di Alzheimer “
  15. Bollettino Neuroscience, ” Patogenesi della malattia di Parkinson: lo stress ossidativo, fattori di impatto ambientale e di processi infiammatori “
  16. Giornale Internazionale di Medicina Clinica e Sperimentale, ” sindrome da stanchezza cronica e disfunzione mitocondriale “
  17. Muscle & Nerve, ” miopatia mitocondriale imitando sindrome fibromialgica . “
  18. Preceedings natura “, lo stress ossidativo mitocondriale e del pregiudizio in condizioni multisymptom croniche: Dalla Guerra del Golfo Malattia di disturbo dello spettro autistico “
  19. Frontiers in Fisiologia, ” La prova che lega stress ossidativo, disfunzione mitocondriale, e l’infiammazione nel cervello di persone con autismo “
  20. Ossidativo Medicina e Cellular Longevity, ” perossidazione lipidica in malattia psichiatrica: Panoramica di Clinical Evidence “
  21. L’opinione degli esperti su Drug Metabolism & Toxicology, ” Attivazione metabolica degli acidi carbossilici . “
  22. Gli agenti antimicrobici e la chemioterapia, ” La carenza di magnesio induce lesioni della cartilagine articolare nei ratti giovani che sono identici a artropatia chinoloni indotta “.

Ulteriori informazioni : Informazioni sui fluorochinoloni e la sindrome tossicità dai fluorochinoloni possono essere trovate sul sito web dell’autore, www.floxiehope.com e www.fqwallofpain.com

 

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