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TUBERCOLOSI e MAP

TUBERCOLOSI e MAP

Luglio 11
23:51 2014

TUBERCOLOSI


 PRIMA PARTEtbc


E’ una malattia cosmopolita che è in aumento nei paesi in via di sviluppo. Un tempo debellata in Italia, con l’aumento del fenomeno dell’ immigrazione, anche nel nostro paese è segnalata in importante ripresa.


Questa malattia è causata da un batterio, il Mycobacterium Tuberculosis, che viene trasmesso per via aerea da pazienti con una infezione attiva. Un altro vettore è rappresentato dal latte di mucca (Mycobacterium bovis), ecco perché il latte deve essere sempre bollito.


 Il rischio di contrarre la tubercolosi durante un viaggio è molto basso, anche in caso di lunghe permanenze in zone endemiche. Infatti, per contrarre l’infezione bisogna essere a stretto contatto, in un locale chiuso, con una persona affetta da tubercolosi in fase attiva, non trattata con i farmaci e che continui a tossire. Non vi è possibilità di contagio attraverso l’uso di stoviglie o cibo (fatta eccezione per il latte, come detto).

Comunque, chi dovesse recarsi per lungo tempo in zone molto endemiche, quali ad esempio quelle dell’ex Unione Sovietica e dell’Africa sub-sahariana, dovrà effettuare dei test specifici (Mantoux e Quantiferon) prima della partenza; questo esame permette di scoprire se un viaggiatore è già venuto a contatto o meno con il Mycobacterium ed ha sviluppato una risposta immunitaria di difesa.


 In caso di negatività i viaggiatori dovranno effettuare un nuovo test al ritorno, per verificare se sono venuti a contatto col micobatterio durante il loro soggiorno nella zona a rischio ed eventualmente iniziare una terapia. Chiunque dovesse venire a stretto contatto con soggetti che hanno una tubercolosi in fase attiva, devono comunicarlo tempestivamente ad un medico, in quanto vi è un trattamento farmacologico in grado di prevenire l’eventuale infezione.

 Molto importante in questo caso è la collaborazione del paziente, poiché un uso non corretto dei vari farmaci di cui oggi si dispone, può portare allo sviluppo di pericolose resistenze batteriche.

 Per quanto riguarda l’Italia il D.P.R. N. 465 del 7 Novembre 2001 limita l’obbligatorietà della vaccinazione antitubercolare al personale  sanitario  con  test  tubercolinico  negativo ,  che  operi  in  ambienti  sanitari  ad alto  rischio di  esposizione  a  ceppi  multifarmacoresistenti   oppure  che  operi  in  ambienti  ad  alto  rischio  e  che  non  possa  , in  caso  di  cuticonversione,  essere  sottoposto  a terapia  preventiva, per controindicazioni  cliniche  all’uso  di  farmaci  specifici.

fonti dell’articolo riportata di seguito


http://www.simvim.it/index.php?option=com_content&view=article&id=51:tubercolosi&catid=14:quali-infezioni&Itemid=18


https://archive.today/eKWNl


 Tubercolosi: il test cutaneo alla tubercolina e il test di Mantoux

Test tubercolosi: cosa sono e come vengono effettuati il test della tubercolina e il test di Mantoux

Test della tubercolina e test di Mantoux: cosa sono e come si effettuano

Il test cutaneo alla tubercolina è un test di utilizzo per individuare l’infezione da M. tubercolosis nelle persone asintomatiche. 



Malgrado alcuni autori raccomandino la radiografia del torace come esame d’elezione negli individui ad alto rischio tubercolosi, esso non è solitamente ritenuto adeguato come test di screening iniziale nella popolazione generale asintomatica, anche se è considerato molto importante nel follow up delle persone selezionate con il test della tubercolina, allo scopo di identificare i casi di Tubercolosi attiva



Per l’esecuzione del test della tubercolina in alcune situazioni, viene utilizzato un dispositivo (tine test) costituito da piccoli aghi imbevuti di una sostanza innocua chiamata tubercolina, che viene applicato come un timbro sulla parte interna dell’avambraccio. Il “tine test” è già predisposto per l’uso eliminando, rispetto ad altre metodiche, alcune difficoltà pratiche (ricorso a siringhe ed aghi, operazioni di sterilizzazione etc.)


In ospedale, o per confermare il risultato del tine test, si esegue l’intradermoreazione second


QUANTIFERON – TBC
Test per la valutazione della Tubercolosi (TBC)


La diagnosi ed il trattamento dell’infezione tubercolare latente (ITBL) sono considerate priorità  per il controllo e l’eliminazione della tubercolosi (TB). In particolare, la diagnosi di ITBL consente l’indentificazione dei soggetti ad aumentato progressione a TB attiva, soggetti che se ammalati potrebbero essere poi la fonte di propagazione del contagio tubercolare nella popolazione.


 

IL TEST
Quantiferon ® – TB Gold in Tube
 è un test diagnostico in vitro che utilizza un cocktail peptidico che simula le proteine ESAT-6, CFP-10 e TB7.7(p4), per stimolare le cellule del sangue intero eparinizzato. La rilevazione di interferone-gamma (IFN-gamma ) mediante il dosaggio immunoenzimatico e l’elaborazione elettronica in silico con software dedicato dei risultati, consente di identificare le risposte in vitro agli agenti peptidici associati da Mycobacterium tubercolosis.


Quantiferon ® – TB Gold in Tube è un test indiretto per la rilevazione dell’infezione da M. tubercolosis (inclusa la malattia attiva) ed è previsto per l’uso congiuntamente alla valutazione dei rischi, agli accertamenti radiologici e ad altre valutazioni mediche e diagnostiche.


La tubercolosi è una malattia contagiosa causata dall’infezione dagli organismi M. tubercolosis complex (M. tubercolosis, M. bovis, M. africanum), che in genere si trasmette attraverso le particelle areosoliche veicolate per via areogena da pazienti colpiti da tubercolosi respiratoria. Un individuo con infezione recente si può ammalare di tubercolosi nell’arco di alcune settimane o mesi, anche se nella maggior parte dei casi contagiati non manifesta alcuna sintomatologia.


L’infezione tubercolare latente (LTBI), una condizione asintomatica non trasmissibile, è presente in alcuni soggetti , che possono sviluppare la tubercolosi a mesi o anni di distanza. Fino a poco tempo fa, il test cutaneo alla tubercolina (TST) era l’unico metodo disponibile per la diagnosi della LTBI. Tuttavia, alcuni soggetti contagiati (quali ad esempio individui immunodepressi) non rispondono alla tubercolina.


Occorre pertanto distinguere la LTBI dalla tubercolosi, una malattia soggetta all’obbligo di notifica che solitamente colpisce i polmoni e il tratto respiratorio inferiore, ma può interessare anche altri sistemi di organi. La diagnosi di tubercolosi di basa sull’anamnesi e su riscontri fisici, radiologici, istologici e micobatteriologici.


 

Quantiferon ® – TB Gold in Tube è un test che misura le risposte immuni cellulo mediate (CMI) agli antigeni peptidici che simulano le proteine micobatteriche. Tali proteine – ESAT-6, CFP-10 e TB7.7(p4) – sono assenti in tutti i ceppi BCG e nella maggior parte dei micobatteri non tubercolari. In genere, il sangue dei soggetti infetti da organismi del complesso M. tubercolosis contiene linfociti in grado di riconoscere questi ed altri antigeni micobatterici. Il processo di riconoscimento comporta la generazione e secrezione della citochina interferone-gamma (IFN-gamma ). La rilevazione e conseguente quantificazione IFN-gamma costituisce il principio del Quantiferon ® – TB Gold in Tube.


 



Analisi Tempi di
refertazione
Codice Tipo di analisi Metodica
QUANTIFERON 7 gg. TBC siero provette specifiche* ELISA

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PARATUBERCOLOSI  o  MAP


map


 

  • La malattia è provocata da un batterio simile a quello che provoca la tubercolosi:

precedentemente classificato come specie distinta, attualmente viene considerato come una sottospecie di Mycobacterium avium (Mycobacterium avium susp. paratuberculosis).

È un germe bastoncellare, acido-alcol resistente, Gram positivo, asporigeno ed aerobio. Ha costante bisogno di micobactina , che è una sostanza liposolubile che permette l’utilizzazione del ferro, indispensabile per il microorganismo.


Come tutti i micobatteri, è molto resistente al calore, ai disinfettanti ed agli agenti ambientali, rimanendo infettante per molto tempo anche nel terreno. Risulta anche molto difficile da coltivare in laboratorio, anche se è facilmente individuabile nei campioni patologici impiegando colorazioni speciali.


  • La trasmissione della paratubercolosi avviene per contatto con feci infette o per assunzione del latte.
  • Sono sensibili all’infezione soprattutto gli animali più giovani, che si infettano subito dopo il parto per il contatto con madri infette: il parto e la lattazione sono infatti, a causa dello stress e del calo delle difese immunitarie, i momenti in cui la riproduzione del batterio e la sua eliminazione fecale sono maggiori; dopo i due anni d’età generalmente sopravviene una resistenza all’infezione.

    Il batterio si annida nel digiuno e nell’ ileo, dove provoca una reazione infiammatoria da parte dei macrofagi.


Le misure di prevenzione comprenderebbero l’isolamento e l’eliminazione dei capi infetti, la separazione immediata dei vitelli dopo il parto e l’esame delle feci degli animali al primo parto, in modo da individuare eventuali portatori asintomatici dell’infezione. Importante anche testare per la paratubercolosi gli animali acquisiti dall’esterno e da introdurre nella mandria.


Per la qualifica di allevamento indenne occorre che l’ allevamento non abbia presentato segni clinici della malattia da almeno 6 mesi, dopodiché sono stabiliti 4 livelli:

  • I: test su almeno 30 bovine di età superiore a 36 mesi, da includere bovine acquistate negli ultimi 3 anni, se l’ allevamento era già risultato positivo testare tutte le bovine di età superiore a 36 mesi, se positivo testare di nuovo entro 30 giorni. Per il mantenimento test una volta all’ anno anche sull’ ambiente. Indennità dell’ 85%
  • II: dopo 1 anno test su tutte le bovine di età superiore a 36 mesi + prelievo ambientale, indennità del 95%
  • III: dopo 1 anno test su tutte le bovine di età superiore a 36 mesi, indennità al 98%
  • IV: dopo 1 anno test su tutte le bovine di età superiore a 36 mesi + prelievo ambientale, se negativo indennità al 99%

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