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Vaccinazione Mortale. Il ministero non paga l’indennizzo

Vaccinazione Mortale. Il ministero non paga l’indennizzo

Giugno 26
22:35 2014

Vaccinazione mortale. Il Ministero non paga

l’indennizzo. 


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Una figlia perduta per un vaccino, una malattia terribile andata avanti per anni, lo strazio di una madre e di un padre che si scontrano contro la burocrazia, contro lo Stato e contro l’indifferenza delle carte, che anche se riportano parole di conforto rimangono sempre carte.


Questa storia non è ambientata a Martina Franca anche se di Martina è uno dei protagonisti di questa vicenda, un avvocato, Francesco Terruli, che ha fatto dei riconoscimenti dei diritti dei cittadini contro le istituzioni, la sua vocazione.

Una storia che inizia con le vaccinazioni antipolio, antitetano e antiepatite somministrati il 10 ottobre 1989, ad una bimba di Trani, e che si conclude con una denuncia-querela nei confronti del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e della dirigente dell’Ufficio VIII, ex DGPROG – Attività Amministrativa indennizzi legge 210/92 e di chiunque altro “dirigente, impiegato delegato o preposto” per omissione di atti di ufficio, ai sensi dell’art. 328 del codice penale.


Il 24 ottobre del 2007, dopo diciott’anni di agonia, M.T. una ragazza di Trani, è morta in seguito alle conseguenze di tre vaccinazioni fatte nel 1989.

I vaccini erano l’antipolio Sabin, l’anti DT Difterico-Tetano e Anti Epatite B.

Dopo la somministrazione di questi vaccini, e dopo le ulteriori, fatte il 4 dicembre dello stesso anno, il 4 giugno del 1990 e il 4 agosto del 1994, e quindi dopo i vaccini Antiepatite A fatti nel 1996 e nel 1997, i genitori raccontano che la bimba non riusciva più a reggere il capo sul collo ed era diventata ipotonica, fin quando, nel 2007, morì per “sindrome encefalitica con tetraparesi ipotonica-distonica-atassica”. I vaccini l’avevano uccisa.


Le cause della morte furono accertate dal Tribunale di Trani, con la sentenza 2147 del 18 aprile 2012, condannando il Ministero della Salute a corrispondere ai genitori un assegno “una tantum”, secondo quanto dice la legge 210, che tratta degli indennizzi a favore di danneggiati da trasfusioni o vaccinazioni.

Nonostate il Ministero della Salute si dichiarasse estraneo perchè le competenze, secondo i legali, erano della Regione e della Asl Bat, il tribunale non ha voluto sentire ragioni.


Il Ministero, nonostante la sentenza, non ha mai pagato l’indennizzo e la coppia di genitori di Trani, tramite Terruli, notificarono un atto di pignoramento presso terzi, ma non andò diversamente.

Nei casi in cui il Ministero non paghi, il creditore può rivalersi direttamente nei confronti della propria debitrice, in questo caso la Banca d’Italia. Questa però comunicò, il 21 giugno scorso, che non poteva esserci nessun pignoramento effettuando una dichiarazione negativa.


Nel frattempo, ovviamente, il Ministero fa ricorso, e lo perde. La sentenza è stata emessa il 24 aprile scorso. Come nota di colore in questa vicenda triste, che vede di nuovo il Davide di un cittadino contro il Golia della burocrazia e dello Stato, ci piace ricordare che il ricorso non solo è stato perso, ma addirittura le carte presentate riguardavano un altro caso, cioè un cittadino che dopo essersi sottoposto a trasfusione nel 1978, ha contratto l’epatite C. E vabbè, si saranno mischiate le carte…


Ritornando però al risarcimento, è necessario dire che la legge finanziaria del 2008 stanziava dei fondi in favore dei soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie: dal 2007 (anno di approvazione della legge), fino al 2011 sono stati stanziati 870 milioni di euro. Nonostante due sentenze favorevoli, nè il Ministero, nè un pignoramento presso terzi, cioè presso la Banca d’Italia, ha dato i suoi frutti.


Atteso che un risarcimento non potrà mai sostituire una figlia persa, è importante però raccontare questa storia perchè sembra aprire scenari inquietanti. Se nè il Ministero e nè la Banca d’Italia pagano nonostante condannati, e nonostante siano stati stanziati 870 milioni, è probabile supporre che non ci siano più i soldi?

La famiglia di Trani e il suo avvocato si chiedono: che fine hanno fatto i soldi?


fonte dell’articolo riportata di seguito

http://www.martinanews.it/vaccinazione-mortale-ministero-non-paga-lindennizzo-dove-finiti-i-soldi

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